Tutta la luce che non vediamo / Anthony Doerr
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Cinquecento pagine da leggere tutte in un fiato. Questo è l’effetto di Tutta la luce che non vediamo di Anthony Doerr.
Un ritmo serrato che procede per brevi capitoli e sposta l’attenzione del lettore da un personaggio all’altro, da un paese all’altro, da una vita all’altra.
Il personaggio principale è una bambina non vedente, Marie-Laure, ma è anche Werner, un bambino che ama ascoltare la radio.
Intorno a loro ruotano altri personaggi che grazie alle minuziose descrizioni sensoriali emergono dalle pagine e partecipano alla complicata trama ben congeniata.
Tutto si svolge tra il 1934 e il 1944, tra Francia e Germania. è un libro che racconta la Storia vista da chi non può evitarla.
Sono gli anni di un nazismo composto e feroce prima, decadente e sconfitto poi. Sono gli anni dell’occupazione nazista della Francia, in cui la vita quotidiana cambia lentamente per chi si sente ospite di un nemico in casa. Occupazione fatta di privazioni, di regole che cambiano che non sono più appartenenti alla comunità, ma dettate dall’opportunismo della guerra, da prevaricazione e arroganza, semi che faranno armare di orgoglio anziane signore dedite alla cucina e alle carte, trasformate in partigiane da staffette, preziose armi della resistenza.
Siamo a Saint-Malo, la città più bombardata della Seconda Grande Guerra.

Non è facile vivere durante la guerra. Il rischio è ovunque, il coraggioso ed il vile possono essere accomunati dalla cecità della distruzione delle bombe, dalle rappresaglie, dall’imbattersi nel momento sbagliato in un posto sbagliato.
Luogo e tempo sbagliati sono certo quelli che vive Werner, un orfano tedesco con la passione della meccanica, affascinato dal potere della radiodiffusione. Vivrà per ascoltare le voci, per sognare luoghi lontani dalla vita da minatore a cui è predestinato come suo padre. Ma proprio la sua fama di aggiustatore lo porterà dritto nel grembo del terzo Raich, l’ordinato e tecnologicamente avanzato impero tedesco all’apice della sua potenza.
Come nella testa di un adoloscente la violenta prevaricazione dell’autoritarismo propagandistico tedesco viene vissuto è una delle doti di questo libro. Concede al lettore di mettersi nei panni di chi non ha avuto scelta e ha partecipato più o meno consapevolmente alla morte.
L’autore non cerca giustificazioni e al tempo stesso rifugge la morbosità del dolore narrato, funziona per immagini e sensazioni: immagini descritte da chi non vede, sensazioni parcellizzate da chi ascolta.
L’intenzione di non volere cadere nel tranello di un finale troppo facile e pacificatorio è racchiuso in una frase a racconto quasi ultimato: non era facile negli 70 in germania dire di aver avuto un fratello nazista.

Tutta la luce che non vediamo / Anthony Doerr ; traduzione di Daniele A. Gewurz e Isabella Zani
Milano : Rizzoli, 2014
VINCITORE PREMIO PULITZER 2015 PER LA FICTION

A proposito dell'autore

Laureata all’Università Ca’ Foscari di Venezia in Storia e in Archivistica e biblioteconomia, si interessa di ricerca e valutazione delle risorse web per gli Studi Storici, progettazione e promozione della conoscenza storica attraverso le nuove tecnologie.

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