Questo manifesto, elaborato dalla spes per conto della Democrazia Cristiana, non propone gli elementi simbolici analizzati in precedenza, se non in alcuni particolari, che sono meglio interpretabili come attributi del pensiero politico che viene largamente enunciato nel manifesto stesso. L’argomento trattato è quello del lavoro dell’impiegato statale. Sotto la scritta in giallo “statali” una dicitura sottolinea :”Altro che aumenti se arriva il baffone”. Il baffone in questione è senz’altro Stalin. In fondo a destra viene riportato un ulteriore elemento scritto che fa da cornice al titolo del manifesto. “La rivoluzione proletaria non deve trasferire da una mano all’altra la macchina burocratica come è avvenuto finora. Ma deve demolirla. La condizione prima di una rivoluzione veramente popolare e’ la demolizione la distruzione delle macchine statali esistenti.” Questa frase, patrimonio del marxismo, riprende la nota critica alla burocrazia, critica che ebbe, la sua massima espressione in Max Weber. E’ noto come fosse obbiettivo del socialismo eliminare la burocrazia, e altrettanto noto come questo non sia avvenuto in realtà. La parte disegnata del manifesto riassume quello che viene enunciato nella parte scritta. Una gigantesca falce e martello, certamente non qui rappresentate come simbolo del lavoro, ma bensì, come simbolo del comunismo, si abbatte come una scure sull’edificio di un ministero, distruggendo lo stesso e lasciando dietro di se delle rovine che ricordano la medesima distruzione avvenuta nel periodo della guerra. Una folla di persone, senz’altro identificabili come impiegati dello stato, scappa atterrita di fronte alla distruzione degli edifici ministeriali. Quella distruzione non è solo la rovina degli edifici, ma anche la rovina delle istituzioni, l’inizio del disordine, la fine di una prospettiva lavorativa per gli impiegati dello stato. La peculiarità’ di questo manifesto, come abbiamo già detto, è la mancanza di elementi simbolici analizzabili in quanto tali. Rispetto ad altri manifesti, l’enunciato e assai più vasto rispetto alla generalità delle altre immagini analizzate fino ad ora. Senza ombra di dubbio, il messaggio elettorale si rivolge, ad un classe lavorativa specifica, proponendo un tema preciso, supportando le immagini tramite le iscrizioni atte a rendere noti i rischi realmente esistenti per il lavoro statale. Probabilmente, proprio tale specificità, ha reso in qualche maniera, inutile l’uso di immagini ad alto contenuto simbolico. Possiamo affermare che la componente scritta del manifesto completa e spiega con dovizia di particolari quello che l’immagine raffigura. Il messaggio possiede in ogni caso una forza espressiva di grande rilievo, solo che il suo valore simbolico è meno recondito rispetto ad altri del periodo analizzato.

Autore: Luca Missero, info@storiadigitale.it

A proposito dell'autore

Collaboratore

Luca Missero è laureato in Scienze Politiche, si occupa di Storia contemporanea e scrittura creativa.

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata