Cronologia della lotta armata in Italia 1966-1988

1968 e 1978: due date cruciali che circoscrivono un decennio denso di vicende straordinariamente rilevanti per la storia d’Italia. Quanto se ne parlerà in questo 2018? Quante riflessioni susciteranno questi due anniversari? L’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia ha voluto dare il proprio contributo al confronto che si svilupperà: esce in questi giorni, infatti, una cronologia ragionata di quegli anni curata da Gabriele Donato; il testo – intitolato La violenza, la rivolta – copre l’intero periodo compreso fra il 1966 a il 1988 e si focalizza innanzitutto su una tematica: la lotta armata.

Perché una cronologia? Perché la narrazione storica non può prescindere da un saldo legame con gli avvenimenti che cerca di descrivere, e con il loro ordine di accadimento. Se è vero, infatti, che dare ordine agli avvenimenti – dal punto di vista temporale – non basta per spiegarli, è altrettanto vero la che loro successione effettiva merita necessariamente attenzione; da questo punto di vista, il libro in questione si propone come uno strumento a disposizione di quei lettori intenzionati a procedere, passo dopo passo, nella comprensione di quel “lungo” ventennio cruciale della storia repubblicana.

 

Un po’ come succede con le carte geografiche: quando contengono una grande quantità di informazioni rischiano, paradossalmente, di mettere in difficoltà il viaggiatore …

 

Ordinare cronologicamente fatti anche molto diversi fra di loro, d’altro canto, consente di evidenziare tendenze importanti; una emerge fra tutte, a modo di vedere dell’autore: mentre i gruppi armati si riferivano alla guerra civile – ritenuta continuamente imminente – come unica possibilità di trasformare il modo di funzionare della società, l’Italia in quegli anni non smetteva di cambiare; la violenza che evocavano e praticavano alimentava solo se stessa (giustificando – ma non provocando – lo scatenamento della violenza repressiva), mentre ad alimentare i cambiamenti che si verificavano erano quelle mobilitazioni (sociali, politiche e culturali) rispetto alle quali la loro collocazione di cospiratori clandestini non poteva che essere marginale.

Appare significativa, infatti, una curiosa discrasia: gli anni Settanta, in modo particolare, furono il decennio in cui la lotta armata di sinistra si sviluppò come reazione alla presunta impotenza del riformismo; al contempo, tuttavia, furono il decennio in cui più significative furono le riforme dibattute, approvate e – almeno parzialmente – realizzate in nome della giustizia e dell’uguaglianza. La storia di quegli anni, pertanto, va riletta anche alla luce di paradossi di questo genere; è indispensabile, di conseguenza, indagare la violenza politica di allora senza perdere di vista nemmeno per un attimo gli innumerevoli nessi con le vicende che ne hanno preceduto e affiancato l’esplosione. In questo senso, la cronologia proposta dalla pubblicazione si configura come uno strumento utile e chiaro per poter procedere nelle direzioni che i ricercatori riterranno di dover imboccare.

Il testo nasce, d’altra parte, da un’esigenza di chiarezza, che l’autore – insegnante della scuola secondaria – conosce bene; forte della sua esperienza di insegnamento con ragazze e ragazzi molto giovani, ha ritenuto di procedere nel lavoro con un obiettivo prioritario: quella di consentire ai suoi lettori di visualizzare il corso degli avvenimenti nel suo svolgimento progressivo, anno dopo anno, giorno dopo giorno. La pubblicazione, pertanto, è stata curata non solo dal punto di vista della precisione nei riferimenti agli episodi citati, ma anche dal punto di vista dell’efficacia degli accorgimenti grafici utilizzati (del progetto grafico si è occupato Matteo Molinaro); lo scopo perseguito è stato quello di collocare i vari episodi raccolti su un’ideale linea del tempo, con una duplice intenzione: evitare la logica del puro e semplice elenco di fatti e garantire al lavoro chiarezza espositiva e facilità di consultazione.

 

Una linea del tempo strutturata su diversi piani a rappresentare le cinque macro-dimensioni entro le quali sono stati raggruppati i fatti considerati: lotta armata e terrorismo di sinistra; strategia della tensione e terrorismo di destra; organizzazioni, iniziative e dibattiti dell’estrema sinistra; quadro internazionale (guerre, rivoluzioni, diplomazia, terrorismo); quadro nazionale (politica, società, cultura, movimenti).

 

Una cura particolare è stata dedicata a restituire, di quegli anni, un’immagine chiara, certamente, ma non semplicistica: nella ricostruzione cronologica affiorano varie chiavi interpretative possibili, ritenute diversamente utili per tentare di spiegare un ventennio denso di problematiche di grande complessità. Per questo si intrecciano riferimenti alla storia sociale di quegli anni, alla storia politica, a quella culturale, e l’insieme di quei riferimenti risulta chiaramente collocato all’interno del contesto geopolitico internazionale; vi trovano spazio anche numerosi rimandi alla storia dei movimenti (studentesco, sindacale, femminista, pacifista), così come non mancano i cenni – indispensabili in un lavoro dedicato alla violenza politica – alle vicende principali del terrorismo internazionale.

La storia della conflittualità armata nell’Italia del secondo dopoguerra, d’altro canto, è strettamente intrecciata a quella dei cambiamenti della società e della cultura di quegli anni: non è una storia marginale di devianze criminali, estranea alle linee direttrici dello sviluppo del Paese. Questo lavoro di ricostruzione cronologica si fonda su tale consapevolezza, che l’autore ha pienamente maturato nel corso del suo lavoro precedente: “La lotta è armata”. Sinistra rivoluzionaria e violenza politica in Italia 1969-1972; i soggetti attorno ai quali ruota la cronologia (così come il testo appena citato) sono le organizzazioni terroristiche di sinistra: è sulle loro traiettorie che è stata puntata l’attenzione principale.

Della durezza di quegli anni ai lettori viene proposta un’immagine estremamente articolata; si tratta della durezza evocata senza reticenza dai versi di una canzone di allora – La caccia alle streghe (La violenza) – da cui è stato tratto il titolo del testo: una violenza che è stata certamente esasperata dai gruppi armati di orientamento marxista, ma che non ha avuto esclusivamente a che fare con le loro scelte operative. La cronologia, infatti, propone abbondanza di indicazioni relative all’ampiezza degli episodi riconducibili alla strategia della tensione e al terrorismo di matrice neofascista e non trascura affatto l’esigenza di delineare un quadro esauriente della violenza con la quale le forze dell’ordine – in molti casi – sono state sollecitate a reprimere le proteste di piazza.

 

Al lavoro di individuazione e di selezione delle date significative è stato necessario aggiungere un impegno costante per la verifica della loro correttezza: è in questa seconda fase operativa che ho deciso di utilizzare anche altre fonti, in modo particolare la stampa quotidiana e quella periodica e i repertori cronologici disponibili on line.

 

Alcuni cenni, infine, alla questione delle fonti. La ricerca su cui si fonda il testo si è sviluppata a partire dall’utilizzo di una pluralità di materiali: se imprescindibile è stato lo studio della letteratura storiografica dedicata a quel periodo e alla memorialistica a esso dedicata, di grande importanza è stato l’impegno dedicato ai repertori cronologici disponibili online, utili alla ricostruzione storiografica nel costante lavoro di ricerca e incrocio dei riscontri, in particolare:

Anche gli archivi di alcune riviste disponibili online sono stati usati per procedere con verifiche incrociate di alcune date controverse, come ad esempio l’ Archivio Lotta Continua – Fondazione Erri De Luca, URL: <http://fondazionerrideluca.com/web/archivio-lotta-continua> qui utilizzato assieme alle varie raccolte online di altri giornali e dei principali quotidiani dell’epoca.

Per ulteriori chiarimenti e riscontri sono stati tenuti in considerazioni anche i contenuti messi a disposizione da associazioni e archivi hanno deciso, in questi anni, di proporre anche in rete parte almeno delle proprie risorse documentarie – note a chi si occupa di quegli anni – come le seguenti:

Estremamente utile per la ricerca svolta, inoltre, è stato la documentazione fisicamente disponibile a Trieste presso l’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia. In particolare, l’autore ha lavorato parecchio sui materiali del Fondo “Renzo Pincherle”; essi, pur non disponibili online, sono stati ordinati, schedati e catalogati negli anni scorsi. Nelle pagine web dell’Istituto è disponibile una sezione dedicata alla loro descrizione, utile per chiunque voglia farsi un’idea della ricchezza e specificità della documentazione storica conservata in quel Fondo:

 

Note sull’autore

Gabriele Donato (Cividale del Friuli, 1976) insegna nella scuola secondaria superiore. Collabora con l’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia, per il quale ha già pubblicato nel 2012 il libro La lotta è armata (monografia rieditata nel 2014 da DeriveApprodi). Dottore di ricerca in Storia contemporanea, si è occupato anche dell’antifascismo cospirativo fra le due guerre (a cui ha dedicato nel 2008 la monografia Sovversivi, edita dall’IFSML di Udine) e dei movimenti sindacali nel Novecento.

Visita il sito dell’editore

 

 

A proposito dell'autore

Laureata in Storia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con uno studio sulla società longobarda dell'Italia meridionale nell'Alto Medioevo, ha conseguito la Laurea specialistica in Archivistica e biblioteconomia presso lo stesso Ateneo con una tesi sulle biblioteche digitali per gli studi medievistici. Autore di Storia Digitale | Contenuti online per la Storia: blog-repertorio che dal 2007 si propone di monitorare e selezionare iniziative e progetti presenti nel web utili agli studi storici.

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