Nell’era digitale sono cambiate le strategie di comunicazione e il processo di reperimento, analisi e sintesi delle fonti non può prescindere dalla considerevole quantità delle pagine web di argomento storico e dall’uso pubblico della storia. Tra questi prodotti della disintermediazione, molti sono di difficile valutazione in termini storici, eppure tutti lasciano una traccia e arricchiscono il dibattito storiografico che dovrebbe essere sempre presente sulla scrivania ipertestuale dello storico di professione.

Adottare criteri di analisi e valutazione per individuare l’affidabilità delle informazioni reperite in Rete è parte integrante del mestiere di storico e obiettivo di Storia Digitale e dei suoi contenuti online, un repertorio tematico che dal 2007 seleziona e segnala risorse digitali gratuite utili agli studi storici, applicando le competenze chiave della Digital literacy: la conoscenza delle fonti di informazione nella propria area disciplinare, la capacità di costruire strategie di ricerca efficaci, di valutare criticamente le risorse digitali, e di utilizzarle in modo pertinente.

Il repertorio utilizza la forma del blog, strumento immediato e di facile utilizzo che permette con i suoi post di fotografare la risorsa e legarla ad una data, creando automaticamente un archivio. L’ambito cronologico d’interesse è compreso tra il Medioevo e l’Età contemporanea, l’area geografica è individuata per Paese di origine e la tipologia delle risorse è descritta all’interno del più vasto concetto di metafonti e strumenti. A ciascuna risorsa sono attribuiti più marcatori per garantire una navigazione temporale, spaziale e tematica.

Digital literacy significa avere familiarità e facilità nella navigazione e nell’uso di Internet, in particolare per il public historian significa avere le competenze digitali necessarie per condurre ricerche disciplinari e presentare i risultati di tale ricerca online: elaborazione delle informazioni, comunicazione, creazione di contenuti.

Di seguito una panoramica che illustra, a soli fini esemplificativi, le più recenti risorse digitali inserite nel repertorio che negli anni è rimasto fedele al progetto iniziale di ricerca delle informazioni anche al di fuori dei canali abituali, con immutato interesse nei confronti delle potenzialità delle nuove tecnologie applicabili agli studi storici.

Per la sezione Storia contemporanea tra le risorse collegate alla ricorrenza del centenario della Prima Guerra mondiale non mancano progetti di informazione e approfondimento, raccolta e condivisione delle fonti come il progetto collaborativo di Encyclopedia of the First World War, una preziosa risorsa web disponibile online per tutti i navigatori interessati ad un’opera di riferimento multi-prospettiva sulla Prima Guerra Mondiale, o Le MOOC du Mémorial un corso online creato da Mémorial de Verdun, incentrato sulla Storia della battaglia di Verdun, dal titolo Sur les pas des combattants de Verdun : 1916 – 2016, disponibile sulla piattaforma FUN (France Université Numérique). Al pari dei siti web sono state selezionate le applicazioni per dispositivi mobili, incentrate sull’utente e orientate alla divulgazione e al riuso collaborativo, come ad esempio la statunitense Rembering WWI, app nata da una collaborazione tra NARA, Library of Congress, Smithsonian Institution, National WWI Museum con l’obiettivo di collegare insegnanti, studenti e appassionati di storia alle fonti primarie. Per rimanere nel campo delle applicazioni per mobile per la storia contemporanea, l’Italia è presente con progetti innovativi e di grande qualità, come Resistenza mAPPe, una collana di applicazioni informatiche dedicate a luoghi ed eventi della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza, pensata ed elaborata dagli Istituti Storici dell’Emilia-Romagna in Rete, che con la Rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea sono promotori di importanti progetti digitali, tra cui la banca-dati interattiva Antifascisti combattenti e volontari della Guerra di Spagna | Banca dati Aicvas-INSMLI, nonché della compilazione e aggiornamento di accurate sitografie tematiche.

La sezione Storia moderna si caratterizza per l’inserimento di materiale cartografico digitalizzato spesso di origine nord-europea, come l’austriaco Mapire che permette all’utente di navigare attraverso le mappe storiche dell’impero asburgico utilizzando le tecnologie più avanzate, tra cui Google Maps, Google Earth e OpenStreetMap. La Storia medievale e bizantina è caratterizzata da digitalizzazione di fonti primarie e secondarie, ma in particolare da strumenti di utilità per lo storico come ad esempio Manuscriptorium, una biblioteca digitale che aggrega documenti digitalizzati e resi disponibili da molte rinomate istituzioni, tra cui Europeana, fornendo l’accesso diretto a risorse storiche come manoscritti, incunaboli, libri a stampa rari e antichi e altri documenti storici, e DMMapp, un’applicazione open source che trova e visualizza in una mappa interattiva  i manoscritti medievali occidentali provenienti da tutto il mondo, un progetto indipendente e partecipativo incentrato su codici miniati e social media, e ancora, per sfogliare direttamente dei manoscritti da iPhone i iPad, c’è e-codices, l’applicazione ufficiale della Virtual Manuscript Library of Switzerland.

Tra le Metafonti, oltre la digitalizzazione dei materiali a stampa è evidente un crescente interesse per le fonti iconografiche, in particolare le fotografie storiche, protagoniste della public history, come dimostrano tra gli altri i recenti Storia della Russia in foto, un progetto del Museo di Arti multimediali di Mosca che riunisce le immagini provenienti da fonti diverse, professionali e amatoriali scattate in Russia nel periodo 1860-1999 o Photogrammar, una piattaforma web per l’organizzazione, la ricerca e la visualizzazione di 170.000 fotografie dal 1935 al 1945 prodotte dal governo degli Stati Uniti, Farm Security Administration e Office of War Information (FSA-OWI). Per il materiale video di interesse strettamente storico si segnala Colonial Film: Moving Images of the British Empire contenente 6000 film che mostrano immagini della vita nelle colonie britanniche con ampie note critiche scritte dal team di ricercatori universitari che ha realizzato il progetto. Tra le recenti piattaforme che incentivano una memoria partecipata attraverso archivi aperti c’è MYHEH My House of European History, un progetto collaborativo sviluppato dal Parlamento Europeo per raccontare l’Europa attraverso le storie dei suoi cittadini. Sull’Europa è incentrata anche EHNE: Encyclopédie pour une Histoire Nouvelle de l’Europe, un’enciclopedia tematica bilingue (francese e inglese) che propone un approccio trasversale e globale alla storia europea rivolta a un vasto pubblico: insegnanti e studenti della scuola superiore, comunità scientifica universitaria, studiosi, giornalisti o semplici curiosi che desiderano approfondire alcuni temi. Tra le iniziative indipendenti risalta per qualità Topografia del terrore: topos.memo.ru, mappa interattiva della repressione sovietica a Mosca, dichiaratamente ispirato al progetto Topografia del terrore di Berlinoconcepito nel 1987, proprio per contrapporsi al ricordo doloroso di un passato da dimenticare.Infine, Protanopia, un fumetto digitale per iPad e iPhone, un innovativo progetto che combina elementi bidimensionali e tridimensionali per offrire un’esperienza di lettura “aumentata”, interessante strumentoper tutti coloro che vorranno sperimentare tecnologia e narrazione a fini divulgativi e valorizzare il segmento sempre più studiato della storia illustrata, con ottimi esempi già in APPadova, un’applicazione che sfrutta la narrazione interattiva a fini divulgativi realizzata dell’Università degli Studi di Padova.

Conclusioni

Da questo osservatorio si confermano le considerazioni presenti nel dibattito storiografico nazionale in merito alla rilevanza quantitativa delle risorse web dedicate alla storia contemporanea, in particolare quelle relative alle Guerre Mondiali e al secondo dopoguerra, e una presenza qualitativa di realizzazioni digitali ad opera di Istituti culturali come archivi e biblioteche, orientati alla condivisione e partecipazione.

Una costante revisione del repertorio di Storia Digitale porta ad eliminare o revisionare le risorse non più disponibili per cause non sempre dichiarate di cui rimane testimonianza solo in Wayback Machine di Internet Archive. A soffrire della volatilità del web sono spesso le pagine dedicate a ricorrenze ed eventi temporanei la cui proprietà non viene rinnovata o trasferita sul sito dell’ente produttore, mentre altre diserzioni si contano a causa di motivi tecnici rendendo nullo l’Uniform Resource Locator senza una preventiva verifica o segnalazione, a scapito dell’ipertestualità creata da altri come risorsa per la comunità. Più aggiornate e interessate alla costruzione di comunità virtuali sembrano le realizzazioni online di privati cittadini, singoli e associazioni che negli ultimi anni hanno creato e diffuso numerose pagine web, dai blog tematici ai social networks, evidenziando l’esistenza di un pubblico interessato alla storia. Tra questi prodotti della disintermediazione, molti sono i siti di difficile valutazione in termini storici poiché presentano ricostruzioni della memoria recente poco attendibili o parziali nella loro soggettività, mentre altri sono ricchi di contenuti e supportati da bibliografie scientifiche pur tradendo un uso strumentale o fazioso. Tutti però lasciano una traccia in quanto possibili fonti di informazione e arricchiscono il dibattito storiografico, oggi sempre più orientato a definire i margini tra memoria e storiografia.

Pubblicazioni e conferenze testimoniano quanto numerose siano state negli anni le riflessioni che la comunità di storici di professione ha dedicato al mutamento digitale, interrogandosi sulla compatibilità di Internet e del world wide web con la ricerca storica. Un mutamento irreversibile e pervasivo che lo storico, nel suo ruolo di mediatore tra passato e presente, è chiamato a dominare con metodo, padroneggiando competenze informative per valutare la validità e credibilità delle informazioni e conoscenze tecnologiche per comunicare e creare contenuti, trattare e gestire il flusso documentale, arricchendo il proprio curriculumdi nuove competenze digitali indispensabili al rapporto con le fonti che rimane alla base del vecchio mestiere.

DPH_StoriaDigitale_ Stefania Manni

Storia Digitale | Contenuti online per la Storia: competenze digitali e studi storici in un’esperienza privata di digital public history / Stefania Manni, Panel 2. Conferenza AIPH Pisa 2018

BIBLIOGRAFIA

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[9]   Vitali, Stefano, 2004. Passato digitale: le fonti dello storico nell’era del computer. Milano: Bruno Mondadori.

Per citare questo post:

Manni, Stefania. «Storia Digitale | Contenuti online per la Storia: competenze digitali e studi storici in un’esperienza privata di digital public history / Stefania Manni | Storia Digitale». Storia Digitale | Contenuti online per la Storia, 22 settembre 2018, https://www.storiadigitale.it/digitalpublichistory/.

A proposito dell'autore

Laureata in Storia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con uno studio sulla società longobarda dell'Italia meridionale nell'Alto Medioevo, ha conseguito la Laurea specialistica in Archivistica e biblioteconomia presso lo stesso Ateneo con una tesi sulle biblioteche digitali per gli studi medievistici. Autore di Storia Digitale | Contenuti online per la Storia: blog-repertorio che dal 2007 si propone di monitorare e selezionare iniziative e progetti presenti nel web utili agli studi storici.

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