Questo manifesto ha uno sviluppo verticale, è composto da quattro elementi fondamentali: la figura imponente di una donna che occupa la superficie più vasta dell’immagine, lo scudo crociato retto dalla figura femminile, la mano rossa che scaglia il quarto elemento, cioè la falce e martello. Tre scritte fanno da corredo alle immagini: sul fondo del manifesto appare la scritta più imponente :”Difendetemi”, sullo scudo la scritta “Libertas” e infine sulla spalla della donna che regge lo scudo appaiono le diciture “Patria, famiglia e libertà”.

Possiamo notare, ancora, come vi sia nell’ambito dell’immagine presa in considerazione, uno sviluppo in “piani successivi”. In primo piano appaiono la mano, a seguire la falce e il martello e solo in seguito lo scudo e la donna che lo regge, la quale resta però, la figura centrale del manifesto.

I simboli

La donna con la corona turrita sul capo

La prima immagine che prendiamo in considerazione è quella della donna, questa scorre dal fondo del manifesto fino alla sua sommità; superiore, questo potrebbe farle assumere la valenza di simbolo assiale. Potrebbe essere interpretata alla stregua di una colonna che starebbe a significare la presenza attiva di Dio che guida il popolo attraverso le insidie del cammino. In più sulla sommità del suo capo, appare la turrita e dalla colonna più alta della stessa si eleva una colonna di fumo, quest’ultima interpretabile come simbolo del lavoro cittadino. Molto più evidente è la relazione che si instaura fra e con gli “oggetti” che la donna ha accanto a se o che in qualche maniera sostiene.
Sulla sommità del suo capo troviamo il simbolo della corona turrita. Questo simbolo si ricollega a tre fattori principali. La sua collocazione sulla sommità del capo fa apparire la persona stessa più alta, e dunque più elevata anche dal punto di vista spirituale.[1] Da un lato ella è partecipe dei valori che sono tipici della sommi del capo, luogo deputato ai ragionamenti, dall’altro l’avvicina a ciò che sopra la testa è posto, e dunque il divino. Appare, dunque, come un dono venuto dall’alto. Quello che è incoronato, e ciò che vi sta sotto, è unito proprio dalla corona, che al medesimo momento, rappresenta unità e divisione, segnalazione dei limiti fra il divino e il terrestre.(2)
Inoltre, la sua natura circolare, richiama alla simbologia del cerchio, simbolo della perfezione divina. Così come, la città racchiude e protegge in se i suoi abitanti, allo stesso modo, la madre protegge i suoi figli. Per questo motivo le donne sono rappresentate con una corona turrita sul capo, esattamente come accade nell’immagine ora considerata.
Nel Vecchio Testamento le città sono descritte come persone, questo tema che viene ripreso anche nel Nuovo Testamento, lo ritroviamo in particolare modo nella Lettera ai Galati: La Gerusalemme di lassù è libera ed è la nostra madre. … Rallegrati, sterile, che non partorisci, prorompi in grida di allegria. Mentre la città celeste genera attraverso lo spirito, la città terrestre lo fa attraverso la carne, l’una e l’altra sono donna e madre. (3)
I valori che la figura femminile si prefigge di proteggere sono quelli che vengono enunciati nelle strisce colorate, che rappresentano la bandiera italiana, tali valori sono la patria, la famiglia, la libertà.
Lo scudo
Lo scudo è l’arma difensiva per eccellenza; protegge e difende, anche se talora è stata intesa anche come arma mortale, e dunque, attiva.4
In alcuni lo scudo, infatti, rappresenta, l’universo come se chi lo impugna possedesse molto più potere rispetto a colui che lo fronteggia, raggiungendo la realtà stessa che è raffigurata sullo scudo. Questa ipotesi è credibile, in quanto lo scudo qui raffigurato porta con sé l’effigie dei crociati, e dunque il simbolo della fede cristiana.
Nella descrizione che San Paolo fa dell’armatura che il cristiano deve opporre al suo nemico nel combattimento spirituale verso la salvezza, lo scudo, è la Fede contro la quale si spezzano tutti i colpi inferti dal Maligno. La Fede spegne i dardi lanciati dal Maligno il senso di questo simbolo è quello di spegnere le fiamme, compito spirituale, che deve servire contro le tentazioni dell’eresia, dell’orgoglio e della carne. 5
Possiamo ben dire che lo scudo del quale si serve la figura femminile ha dunque un valore di rappresentazione dei valori spirituali che si oppongono al Maligno e ha una funzione non solo ed esclusivamente difensiva, ma essa richiama a dei valori che valgono come principi e che sono destinati a colpire a loro volta tutti coloro che vi si fanno fronte e che, ad essi si oppongono.
Un’altra nota a mio avviso merita la valutazione dell’impatto particolarmente violento dell’oggetto che viene lanciato dalla mano, il segno violento dell’impatto, l’assoluta resistenza dello scudo stesso, l’ombra della falce e martello, che viene contenuta anch’essa nel quadrante inferiore sinistro della croce raffigurata sullo scudo.
La falce e il martello.
In questo caso il significato simbolico e da ritenersi del tutto legato alla simbologia del partito comunista. Rappresentando il simbolo del partito comunista che si infrange contro lo scudo crociato (a sua volta simbolo della Dc), segnala in qualche modo l’infrangersi dei “non valori” proposti dai comunisti contro il valore assoluto dei democratici cristiani, ovvero, il valore della fede. Semmai è importante valutare la violenza del lancio della falce e martello, segnalata dallo squarcio che essa sembra proporre rispetto all’aria, e dalla complessiva dinamica del fatto che si oppone alla ferma e sicura staticità dello figura femminile, nel reggere lo scudo crociato.
La mano
La mano rossa che vediamo lanciare il la falce e martello contro lo scudo crociato è rappresentata con forti elementi di dinamicità, ci sono delle linee di continuità fra l’oggetto scagliato e la mano che imprimono il senso della velocità e della violenza. Proprio in quest’ottica, quella della violenza e quella della volontà sanguinaria va interpretato il colore rosso della mano, a sottolineare, non solo il colore politico attribuito all’avverso blocco politico, ma, anche, per trasmettere un senso d’inquietudine profonda a chi lo guarda. Inquietudine che è destinata a scontrarsi contro la figura stabile, forte e serena della donna protetta dallo scudo della fede.
Il cielo tempestoso
Il cielo che si staglia sullo sfondo aggiunge un altro elemento dell’inquietudine al manifesto. Ci appare come un cielo furioso, animato da una tempesta, si può dire che esso segua la parte dinamica del manifesto. Nuvole bianche e vaste ombreggiature blu e nere ne costituiscono l’elemento colore, donando un grande senso di dinamicità alla scena. La tempesta è un simbolo teofanico 6, che segnala la temibile onnipotenza divina, la sua collera, la sua volontà d’impartire un castigo. 7
La tempesta evoca “la gloria e la potenza infinita di Dio, la voce del Signore rompe i cedri…la voce del Signore scuote il deserto”. Dio tuona di gloria (salmi, 29).
Nella tempesta si dispiega anche la forza creatrice del divino, gli esseri nascono dal caos e da esso si sviluppano di solito l’inizio di altri cicli, come se dalla tempesta, nella furia divina, avvenisse un processo di rinascita.8
La visione generale
Questo manifesto ha uno sviluppo che opera, a mio avviso, su due piani differenti.
Il primo piano consta della differenza fra i soggetti agenti e i mezzi con i quali questi soggetti agiscono. La donna e la mano sono i soggetti, i loro oggetti di difesa o d’offesa sono lo scudo e la falce e martello. Un’altra differenza sostanziale sta nella diversa dinamicità che viene imposta dall’autore all’immagine. Tanto più inquieta e dinamica e poco rassicurante è ritratta la scena dello scagliarsi della falce e martello contro lo scudo crociato, tanto più statico, sereno e quasi distaccato è l’atteggiamento della donna che regge lo scudo. Il suo sguardo sembra valicare la contesa in corso, dietro ai valori dei quali si fa forte, la serenità e la fierezza occupano uno spazio principale nel suo volto.
Ella è la madre, la protettrice il suo scudo, la fede, protegge i valori degli abitanti della turrita, e allo stesso tempo chiede l’appoggio necessario, il sostegno del voto, poichè la forza della sua difesa non possa in alcun modo venire meno. L’efficacia simbolica di questo manifesto è riposta, a mio avviso, nella esplicazione dei valori protetti, e nell’altrettanto forte richiesta di appoggio. La richiesta “difendetemi”, opera sulle sovrastanti scritte “patria, famiglia e libertà”, idealità poste in serio pericolo dal lancio della “falce e martello, che agisce in modo violento e sanguinario, sotto intendendo ad una politica anti – libertaria, contro la sacra istituzione della famiglia e in ultimo contro l’unità politica e morale costituita dalla patria. A fronte di queste terrificanti attese, solo lo scudo della fede, può reggere un impatto così violento, la “madre” che regge lo scudo, si erige severa e serena senza subire alcuna offesa, ma chiede appoggio ai cittadini della turrita tramite il voto.

 

Autore: Luca Missero, info@storiadigtale.it

A proposito dell'autore

Laureata all’Università Ca’ Foscari di Venezia in Storia e in Archivistica e biblioteconomia, si interessa di ricerca e valutazione delle risorse web per gli Studi Storici, progettazione e promozione della conoscenza storica attraverso le nuove tecnologie.

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