“Le carte tolemaiche – un planisfero, dieci per l’Europa, quattro per l’Africa, dodici per l’Asia – nella prima stesura, considerate come la geografia scientifica, non furono mai accantonate per quasi due secoli, anche in numerose edizioni a stampa, semmai aumentate e corrette con le dovute cautele e il profondo rispetto verso l’autore, fino a quando gli atlanti, ed in primis il Theatrum orbis terrarumdi Abraham Ortelius (1570), dal tardo cinquecento, le relegarono lentamente a sola testimonianza del sapere antico.

Il codice napoletano, uno dei più significativi dal punto di vista grafico e miniaturistico tra quelli che ci tramandano l’opera del geografo alessandrino, è attribuibile alla prima redazione cartografica manoscritta, effettuata intorno al 1460-66 dall’umanista tedesco Nicolò Germanico, cosmografo e cartografo, attivo nelle corti degli Este e dei Medici.”

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A proposito dell'autore

Laureata in Storia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con uno studio sulla società longobarda dell'Italia meridionale nell'Alto Medioevo, ha conseguito la Laurea specialistica in Archivistica e biblioteconomia presso lo stesso Ateneo con una tesi sulle biblioteche digitali per gli studi medievistici. Autore di Storia Digitale | Contenuti online per la Storia: blog-repertorio che dal 2007 si propone di monitorare e selezionare iniziative e progetti presenti nel web utili agli studi storici.

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