Questo manifesto, edito dalla Spes 1 e commissionato dalla Democrazia Cristiana per la campagna elettorale del 1948, presenta diverse caratteristiche interessanti, che si prestano ad una lettura interpretativa feconda e di notevole rilievo sotto il profilo della presenza di immagini cariche di simbolismo.

Il manifesto ha uno sviluppo verticale.

L’immagine nel suo complesso, è composta da tre elementi fondamentali: la presenza inquietante dei serpenti sul fondo, la famiglia serena e la spada con annessa iscrizione a rappresentare un’istanza di separazione fra i due elementi precedentemente descritti.

Di grande importanza risulta essere l’apporto delle diverse colorazioni che fanno da sfondo all’immagine. Il colore nero sul fondo del manifesto, la colorazione aurorale che si staglia alle spalle della famiglia riunita.

I simboli

I serpenti

Partendo dal basso, osserviamo lo stagliarsi di alcuni serpenti sul fondo scuro, e due scritte che accompagnano la curvi linearità degli stessi: “divorzio”, “libero amore”.
Nella simbologia generale il serpente si distingue da tutte le altre specie animali, alla pari dell’uomo, solo che ne costituisce in qualche modo l’opposto; come l’uomo appare il risultato di una profonda trasformazione genetica e, comunque, il raggiungimento di un risultato complesso; così, d’altro canto, il serpente, senza né zampe, né peli, né sangue caldo sembra essere all’inizio di questo percorso di metamorfosi. Da questo punto di vista l’uomo e il serpente sono opposti e complementari.

E’ possibile ritrovare nell’uomo una parte del serpente, soprattutto in colui che non usa adeguatamente il suo intelletto; Jung afferma: ” il serpente è un vertebrato che incarna la psiche inferiore, lo psichismo oscuro, ciò che è raro, incomprensibile e misterioso.” La semplicità del serpente è in qualche maniera scandalosa.2 Mentre la Cristianità ha sempre considerato il serpente come elemento negativo e maledetto, le sacre scritture documentano due aspetti simbolici del serpente.
Nei “Numeri”, Dio, invia i serpenti che fanno morire gli israeliti, ma il popolo eletto ritrova, nel serpente stesso, la strada per ritornare alla vita nelle istruzioni che il supremo divino da a Mosè:” Allora il Signore mandò fra il popolo i serpenti velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero d’israeliti morì.” Il popolo venne a Mosè e disse:” Abbiamo peccato perché abbiamo parlato male contro il signore e contro di te; prega il signore che allontani da noi questi serpenti.” Mosè pregò per il popolo e il signore gli disse:” Fatti un serpente e mettilo sopra l’asta; chiunque, dopo essere stato morso lo guarderà, resterà in vita.”3

La figura più rinomata all’interno del mondo cristiano rimane, comunque, quella del serpente di Eva, condannato a strisciare, e il serpente o drago cosmico del quale S. Giovanni nell’apocalisse, determina la sostanziale disfatta. “Il grande drago, cioè il serpente antico, colui che chiamano il diavolo e Satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.” (Apocalisse, 12,9)
Il seduttore iniziale, diviene ripugnante, non è il potere incontestabile del serpente che viene messo in dubbio, ma la sua origine che appare come un’acquisizione furtiva: il sapere del serpente diviene maledetto, e il serpente che è dentro di noi diviene causa dei vizi che ci portarono alla morte.
Nell’archetipo del racconto biblico il serpente dà intendere ad Adamo che l’albero della morte è in realtà l’albero della vita. Esso stesso ne mangia tutti i frutti, egli si presenta così carico di tutti i peccati. Nella tradizione il serpente è l’avaro, l’orgoglioso, colui che accumula beni temporali, simbolo della lussuria essendo stato il più maligno degli animali avendo tolto a Eva il pudore virginale, avendo ispirato il desiderio del coito bestiale. 4

Le due scritture che accompagnano i serpenti, quasi assecondandone la loro curvilinearità: ”Divorzio”, “Libero amore” stanno ad indicare la forza tentatrice del rettile maligno nei confronti della famiglia soprastante.

Il colore nero

Di fondamentale importanza e il fondo di colore nero nei quali i serpenti si situano nella dinamica tentazione al peccato.
Il colore in generale ha un ruolo di fondamentale importanza a livello simbolico, ed ha una rilevanza universale, non soltanto dal punto di vista geografico; la cosa più importante è che esso investe tutti i campi della conoscenza e dell’essere, le interpretazioni possono variare a seconda delle diversità delle culture e delle aree geografiche, ma l’importanza e la presenza del colore è costante.5
Nella sua accezione simbolica più comune, il nero è assunto come un simbolo del freddo, del negativo. E’ associato alle tenebre primordiali, al mondo indifferenziato e non formato. Occorre ricordare che il buio è il dominio del germe, e che il nero come è ben sottolineato da Jung, è il luogo delle germinazioni, il colore delle origini, degli inizi, di ciò che è ancora occulto, precedente all’esperienza numinosa della nascita. In più esso è il segno della morte, come il bianco peraltro, con la differenza che il bianco promette un aldilà, il nero segna la morte definitiva, senza speranza.6 A tal proposito proprio l’Adamo ed Eva dello zoroastrismo7 si vestono di nero al momento della cacciata dal paradiso. E’ inoltre evocatore della confusione e del disordine, il nero è l’oscurità delle origini e precede la creazione di tutte le religioni.
Il nero è collegato all’idea del Male, ovvero, a tutto quello che si oppone o ritarda il progetto di evoluzione, voluto dalla divinità, esso evoca quello che gli Indù chiamavano ignoranza, l’Ombra di Jung8, il diabolico serpente – drago che è indispensabile vincere per assicurarsi la propria metamorfosi. Possiamo osservare che i serpenti neri, e il colore dove essi si stagliano, attivano lo stesso tipo di archetipo.

La spada

La spada che si pone fra le due figure opposte, cioè, i serpenti e la famiglia trina, è il simbolo della potenza e della virtù militare legata all’idea di potenza. Quest’ultima ha senz’altro un potere distruttivo, ma questa sua distruttività è inserita in un contesto di difesa dalla malvagità, e dunque assume un valore positivo, dato che possiede il carattere della forza che protegge con vigore la posizione della famiglia felice dagli incubi proposti dai serpenti, cioè la rottura del loro patto d’amore, d’unione. La spada è anche il simbolo della guerra santa. Questa guerra è prima di tutto una guerra interiore, tale può essere il significato della spada portata da Cristo (Matteo,10,34) “Non crediate che sia venuto a portare la pace sulla terra; non sono venuto a portare la pace, ma la spada.” Possiede in sé il duplice aspetto della costruttività e della distruttività, un simbolo del verbo , della parola.  In generale, nella tradizione cristiane la spada richiama alla spada nobile dei cavalieri e degli eroi cristiani. Citate di sovente nelle chanson de geste, le spade stesse assumono dei nomi significativi. I nomi dimostrano la personalizzazione della spada, ed ad essa è associata l’idea di luminosità e di chiarezza. 9

Non è assolutamente estranea, dunque, l’iscrizione presente sulla spada. Essa richiama all’idea di baluardo e di difesa estrema che la spada metaforica, e in realtà il “voto cristiano”, opera nei confronti delle serpi tentatrici che vorrebbero portare allo stravolgimento dei valori.

La spada è anche luce e lampo, in quanto frammento della Croce luminosa, tale era definita dai crociati. Questa immagine della spada scintillante è presente anche in altre culture: la spada sacra giapponese deriva dal lampo, il Bodhissatva10 porta la spada fiammeggiante ed è simbolo della lotta per la conquista della conoscenza e per la liberazione dai desideri. Essa taglia l’oscurità dell’ignoranza o il nodo dei grovigli (Govinda), anche la spada di Visnhu, fiammeggiante anch’essa, è il simbolo della conoscenza pura e dell’eliminazione dell’ignoranza.
Altri due significati simbolici sono attribuibili alla spada. Può essere interpretato come freccia. E’ il simbolo della penetrazione e dell’apertura. L’orifizio è una luce.
La freccia rappresenta così il pensiero che introduce la luce e l’organo creatore che apre per fecondare. Una luce che rischiara lo spazio chiuso aprendolo, un raggio solare, che costituisce un elemento fecondante, atto a separare le immagini. Essa è anche generalmente ritenuta, simbolica degli scambi fra il cielo e la terra, in particolare, come in questo caso, essendo questa rivolta verso il basso, è simbolo dell’attribuzione divina, come la folgore primitiva o il raggio di luce o la pioggia che feconda.11

Questa interpretazione appare, quanto mai azzeccata se messa in relazione all’elemento colore, e dunque riflazione di luce nello sviluppo complessivo del manifesto. Infatti quella luce, quella fecondità, di cui si parla, ha, di fatto, inizio solo allorché la spada interviene come elemento di stacco fra lo strisciare ambiguo e molesto dei serpenti e l’abbraccio caldo dei genitori che si stringono intorno al figlio.
Strettamente collegato alla simbologia della spada e a quella della freccia, possiamo individuare, nell’arma impugnata, la figura del fallo. E’ interpretabile come potenza generatrice, fonte e canale del seme. Nella religione ebraica il fallo era considerato come il principio di tutto ciò che vive, e ancora, come fattore d’equilibrio e di sostegno dell’ordine del mondo.12
Di qui, la sua forza creatrice che è brandita contro l’oscurità del male, contro il disegno degenerativo delle serpi. Tale forza impedisce lo sviluppo delle idee sataniche, e di fatto, rende possibile la serenità della famiglia dietro alla quale si genera una speranzosa aurora.

La mano

La spada è saldamente impugnata da una mano. Nella tradizione biblica e cristiana la mano è simbolo di potenza e di supremazia del divino.
Nell’antico testamento, riferendosi alla mano di Dio, la mano significa Dio, nella pienezza della sua potenza ed efficacia; una mano che protegge e crea, ma che distrugge chi gli si oppone. La mano destra è in particolare quella delle benedizioni, mentre quella sinistra è quella delle maledizioni.13

La scrittura sulla spada retta dalla mano destra potrebbe rappresentare una forma di benedizione del voto cristiano.  La mano è anche simbolo dell’azione differenziatrice, il significato si collega strettamente a quello della freccia e ricorda che il nome di Chirone, il Sagittario, deriva dalla parola mano (cheir), il cui ideogramma è una freccia.14

La famiglia

La famiglia possiede tutte quelle caratteristiche di serenità introdotte dallo stacco della mano che brandisce la spada. E’ composta da tre elementi che si riunisco in un abbraccio nel quale entrambi i genitori sollevano e sostengono il figlio.

Nel complesso della figura, l’uomo contiene la sua famiglia circondandola con un generoso abbraccio. Il braccio è il simbolo della forza e del potere, della concessione del soccorso e soprattutto in questo caso, della protezione.15 La figura della donna, cinta dal braccio dell’uomo, si presenta con una mano che sostiene in modo lieve e materno la piccola creatura, più che altro sostenuta dal padre. La sua postura, è tipica anche dell’atto della preghiera, così come la testa leggermente protesa verso l’alto.
La figura del figlio è d’estrema serenità, le braccia sono sospese in una condizione di completo affidamento del proprio equilibrio alle figure genitoriali.
E’ altresì importante sottolineare come ci troviamo di fronte ad una struttura familiare che ricorda la Sacra Famiglia, questo anche per l’apporto fornito all’immagine dallo sfondo aurorale, che sembra incorniciare la famiglia in una specie di aureola. Contiguamente, il fatto che la famiglia sia composta da tre elementi ci fa ricordare come il numero tre sia universalmente ritenuto come il numero fondamentale dalle culture di tutto il mondo.
Esprime l’ordine intellettuale e spirituale, in Dio, nell’uomo e nel cosmo, espressione della totalità e del compimento.16

L’aurora

E’ rappresentata dalla colorazione gialla intensa che appare alle spalle dell’unità familiare, che degrada lentamente verso l’esterno del manifesto in un altrettanto calda colorazione arancione. Il giallo è il più caldo ed espansivo dei colori, luce che si riflette senza limiti, come i raggi del sole. Afferma Kandinsky: “il giallo ha una tale tendenza al chiaro, che non esiste una gradazione di giallo, molto scuro, in questo senso il giallo e il bianco sono riuniti da grosse affinità”.17
Superando l’elemento colore, non possiamo non notare come questo rappresenti un chiaro simbolo aurorale. Nella generalità della cultura, l’aurora è il simbolo del risveglio gioioso. Alla lunga notte rappresentata dalle serpi che si agitano nel mondo oscuro, disordinato e non generato, si contrappone la luce aurorale a significare la fine della notte , a risvegliare le nostre ricchezze e tutte le cose che ci circondano.

L’aurora è anche portatrice di ordine, favorisce la lontananza degli odi, ed è ricca di felici presagi per il futuro. Con tutta le sua ricchezza simbolica è indicatrice della enorme potenza divina e l’annuncio della sua vittoria sul male e sul buio che accompagna la malvagità.18

Conclusioni

Come abbiamo visto, il manifesto da noi denominato. “Voto cristiano”, possiede delle immagini di alto contenuto simbolico. Dapprima, secondo la metodologia che ci siamo proposti, si è voluto analizzare la visione generale del manifesto allo scopo d’individuarne una struttura generale dello stesso. Poi, si è preso in considerazione ogni singolo fattore simbolico. Per completezza, ci sembra opportuno analizzare il manifesto nel suo complesso alla luce dell’analisi esperita.
Per prima cosa la distribuzione degli elementi nello spazio segue uno sviluppo verticale, che è una dato di fatto visivo, ma anche un criterio di elevazione di tipo morale.
Nella parte più bassa e più scura, quella dove trovano spazio i serpenti e le due scritte: “divorzio” , “libero amore” troviamo senza ombra di dubbio lo spazio riservato ai valori negativi; diretto a sottolineare come essi siano frutto dell’azione maligna dei serpenti. Le scritte come già sottolineato seguono un andamento curvilineo a sottolineare l’identità con i rettili.
L’elemento “spada” protegge, a tramite del voto cristiano, la famiglia soprastante, induce a un cambiamento totale della scena introducendo la luce aurorale, simbolo della rinascita e della possibilità del generare. La mano che regge la spada incute fiducia e timore per quanto appaia salda e fondata la sua presa. La famiglia è il richiamo finale, la realizzazione di un desiderio di tranquillità e sicurezza, di rispetto per l’istituzione famigliare benedetta dalla fede, contro il richiamo satanico dei serpenti, contro l’avversità di un mondo che non potrebbe reggersi né sul libero amore, né, tantomeno, sul divorzio. Ed è allora che si avverte quel senso di serenità, di ricominciamento, che si realizza alla luce della vita, dei valori cristiani, alla luce intesa e vitale dell’aurora.
Il tema della salvaguardia dei valori della famiglia ha un ruolo fondamentale in questo manifesto, la sua importanza è dovuta e ben riconoscibile nella situazione politica del tempo, nella quale, venivano riconosciuti fra i valori promossi al comunismo anche quelli di una maggiore libertà rispetto all’istituzione del matrimonio, ed una generale mancanza relativa ai valori della vita che sempre sono stati riconoscibili come elementi della cristianità.

 


1 La Spes: studio, propaganda e stampa, nata di fatto nell’agosto del 1945

2 J. Chevalier, A. Gheerbrant, Dizionario dei simboli, Milano, 1997, vol. II, p. 358

3 Op. Cit. J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997,vol II, p. 369

4 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997, vol. II, p. 370

5 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997, vol. I, p. 301

6 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997, vol. II, p. 123

7 Per Zoroastrismo s’intende secondo le ultime tendenze degli studi, la dottrina esoterica particolare della religione iraniana, che ha le sue radici nel mazdeismo.

8 Il discorso intorno all’Ombra è una delle tappe fondamentali negli studi del psicanalista svizzero: il regno del perfetto non può dirsi realmente tale , se non comprende al suo interno anche il suo volto scuro, ovverossia l’Ombra. Questa è una parte del nostro inconscio personale, e se l’inconscio collettivo è una unità dinamica e vitale, necessita anche della sua parte oscura.

9 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997, vol. II, p. 413

10 Termine sanscrito (colui la cui essenza è il risveglio, l’”illuminazione”, che nel buddismo sta ad indicare chi, giunto attraverso progressivi stadi d’illuminazione alla soglia alla soglia del nirvana, rinuncia per aiutare gli altri a raggiungere la liberazione.

11 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997, vol. II, pp. 465 – 466

12 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997, vol. I, p. 434

13 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997, vol. II, p. 64

14 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997, vol. II, p. 65

15 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997, vol. I, p. 154

16 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997, vol. II, p. 486

17 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997, vol. I, p. 499

18 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Milano, 1997, vol. I, p. 117

 

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