Nelle carte salernitane dei secoli antecedenti il Mille, la presenza femminile è costante. La donna, infatti, partecipa attivamente alla vita economica e sociale del principato, presenziando spesso alle compravendite in veste di venditore o di acquirente, e a volte anche di testimone, sempre entro i limiti imposti dalla legge longobarda. Ella era sottoposta al mundio, potestà perpetua esercitata solitamente dal padre, e dopo di lui, per successione, dai fratelli, dai figli, dal marito o, in casi estremi, dal sovrano.