Il progetto Senza rossetto:  un progetto sull’immaginario femminile alla vigilia del 2 giugno 1946, ideato e curato da Silvana Profeta ed Emanuela Mazzina, è un lavoro di raccolta di testimonianze di donne che andarono a votare per la prima volta (senza rossetto sulle labbra, per non sporcare la scheda che doveva essere umettata e incollata, pena l’invalidazione) per le elezioni amministrative del marzo-aprile 1946 e successivamente, il 2 giugno 1946, per l’elezione di un’Assemblea costituente e la scelta della forma istituzionale dello Stato, se Repubblica o Monarchia. Il progetto vuole raccontare l’importanza simbolica e politica che il voto, vissuto come concessione o conquista o naturale conseguenza dei tempi, come diritto o dovere, ebbe sulla percezione di sé.

Senza rossetto è stato promosso ed è sostenuto da Regesta.exe, con la partecipazione della Fondazione AAMOD e dell’Istituto Luigi Sturzo.

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