Questo manifesto prodotto dalla Spes su commissione della Dc presenta caratteristiche comuni ad altri manifesti del periodo. Insiste, soprattutto, sul tema della corona turrita, della mano, e dei colori che accompagnano lo svolgimento del manifesto, dando ad esso un connotazione più precisa. Dall’alto verso il basso possiamo notare, una mano aperta nell’atto del carpire, sbucare dal buio di un cielo completamente nero. Poi la colorazione s’addolcisce e compare la corona turrita, questa giace sulla testa di una donna e intorno a lei, si sviluppano i colori chiari, caldi e forti dell’aurora. In basso leggiamo la scritta “difenderai il tuo comune, difenderai l’Italia”, quasi una nota esplicativa, una continuazione della figura.

I simboli

La mano

La mano è la parte del corpo umano che appare più spesso nella simbologia. Non ha una valenza univoca, può essere positiva o negativa, a seconda del tipo di ambientazione in cui viene posta. 1 In questo caso la mano che cerca di carpire la corona turrita ha una valenza decisamente negativa. Le stesse sue proporzioni, fuori misura per eccesso rispetto alla figura androgina, ci stanno ad indicare la sua estrema pericolosità. Va da sé, che qui la mano non ha alcun valore di giustizia, ne tantomeno di rappresentazione del divino. Semmai essa rappresenta una potenza del male, ricordiamo che la parola mano deriva da “manifestarsi”; in questo senso è manifesto ciò che la mano intende fare, carpire, rapire e distruggere la corona turrita.2 Il braccio, chiarisce all’osservatore, a chi appartenga la mano rapace. Il colore verde dell’indumento che lo ricopre ci chiarisce come sia il braccio di un militare. La stella rossa sul polsino ci dice come sia un militare sovietico.

Il colore nero

Trattazione a parte merita il colore nero del cielo dal quale sbuca la mano. E’ un colore, che spesso ha assunto il valore simbolico dell’assoluto. Opposto del bianco, è un colore che esprime assenza di coscienza, l’affondare nelle tenebre, In Europa ha di solito un significato negativo.3 Colore del freddo e del negativo, è anche segno di lutto:, un lutto non reversibile, senza possibilità alcuna di riscatto, senza alcun avvenire.4 In molte civiltà è riscontrabile l’idea del nero, come lutto: in Egitto, secondo Orapollo, una colomba Nera era il geroglifico, della donna che rimane vedova fino alla morte, essa può essere intesa come al frustrazione dell’eros, la vita che si nega. Anche la nave con le vele nere è destinata al naufragio, questo dall’epoca greca fino a Tristano.5 Il nero è considerato anche come la negazione di ogni colore, e di conseguenza della luce. Questo evoca il caso, le tenebre, l’incoscienza e la morte.6 In quanto evocatore delle tenebre, e dunque anche della confusione, rappresenta l’oscurità delle origini cioè di tutto quello che precede la fede, dunque il credere in generale; è rappresentazione del male, e opposizione allo sviluppo voluto dalla divinità, 7  “tramare disegni”, il nero della sua anima”, a sottolineare l’Ombra che alberga dentro ognuno di noi.

La corona turrita

Il simbolismo della corona si ricollega generalmente a tre fattori principali. La collocazione sulla testa, il che fa sembrare più alta la persona 8, conferisce alla persona un significato di grande importanza, perché se da un lato la si rende partecipe dei valori che sono tipici della sommità della testa ovvero il luogo deputato ai ragionamenti, nello stesso tempo partecipe di valori di ciò che sormonta la testa.9 Appare come un dono venuto dall’alto. La sua stessa natura circolare, richiama la simbologia del cerchio, perfezione e partecipazione alla natura divina. Quello che è incoronato, e ciò che vi è sotto, e unito proprio dalla corona, Allo stesso tempo, rappresenta unità e divisione, segnalazione dei limiti fra divino e il terrestre. Abbiamo già detto come sia importante, come all’interno della turrita ci sia la città.
Essa è simbolo della madre, così come la città contiene al suo interno i cittadini, la madre contiene nel suo grembo i figli.10
Per questo motivo, molto spesso le dee sono raffigurate con la corona di mura sul capo, essa è la corona turrita, appunto.

La statua

La statua che porta in testa la corona turrita ha caratteristiche androgine.  Appare oltremodo interessante analizzare la figura che si staglia in modo orizzontale alle sue spalle. Senza dubbio si tratta del giogo dei buoi.
Il giogo, dal punto di vista storico, fu inventato da Buzyges, allo scopo di attaccare e dominare i buoi. E’ simbolo della disciplina, una disciplina dalla quale è impossibile prescindere. Il significato negativo appartiene alla nozione di obbligo vissuto come umiliazione e sottomissione. Nel senso positivo, appare come una scelta volontaria, e in questo caso porta al dominio di sé, all’unità interiore, all’unione con Dio.11 Il giogo dei buoi, è anche simbolo del lavoro contadino e appare nell’economia del manifesto come rappresentazione del lavoro nelle campagne, come considerazione ,oltre che dei valori cittadini, anche di quelli della vita rurale.

Conclusioni

Questo manifesto non presenta, come molti altri d’altronde, una evidente esplicazione di chi sia il nemico e di chi proponga l’opposizione allo stesso. Non appaiono gli stemmi dei partiti che si contendevano la vittoria elettorale. La serie di simboli che in esso vi appaiono però, chiariscono con uguale efficacia le parti in gioco. La mano che scende dall’oscurità di un cielo nero e tenebroso, è la mano di un soldato sovietico. Questo sta ad indicare il timore dell’epoca, che una eventuale vittoria comunista avrebbe portato i sovietici e la loro ideologia ad invadere il nostro paese. Seguendo il tema cromatico del manifesto, possiamo immaginare che le tenebre avrebbero sostituito l’aurora che si staglia alle spalle della statua, portando sicuramente lutti e disgrazie. I valori da salvaguardare, da proteggere rispetto all’invasore, sono quelli rappresentati dalla corona turrita, dalla cittadinanza in essa contenuta, dal rapporto di connessione che c’è fra il divino e l’umano. Altro valore da proteggere è senz’altro quello rappresentato dal giogo del bue, simbolo del lavoro agricolo, ma anche, come detto prima, dell’unione con Dio. La difesa contro questo pericolo imminente, è il voto per quella forza politica che fonda la sua ideologia nelle radici cristiane del popolo italiano.

 


1 H. Biederman, Enciclopedia dei simboli, Milano, 1991,p. 288

2 J. Chevalier, A. Gheerbrant, Dizionario dei simboli,. Milano, 1997, Vol. II, p.62

3Op. Cit., H. Biederman, p. 320.
4Op. Cit., H. Biederman, p. 320
5 nota esplicativa da verificare.

6 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Vol. II, p. 123

7 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Vol. II, p. 124

8 Op. Cit., H. Biederman, p. 136
9 Op. Cit., J. Chevalier, A, Gheerbrant, Vol. I, p. 323
10 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Vol. I p. 285
11 Op. Cit., J. Chevalier, A. Gheerbrant, Vol. I, p. 513

 

A proposito dell'autore

Laureata con lode in Storia presso l’Università Ca' Foscari di Venezia con una tesi sulla trasformazione delle istituzioni altomedievali attraverso i documenti privati, ho di seguito conseguita la laurea magistrale in Archivistica e biblioteconomia con una tesi sulle biblioteche digitali per gli studi medievistici. Da quegli studi e quelle letture nasce il progetto di condivisione delle risorse disponibili in rete per gli studi storici.

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