Codice-Cavense

Prassi del potere

La storiografia interessata agli sviluppi politici e istituzionali della Langobardia minor ha raramente riconosciuto un legame familiare tra coloro che occuparono la carica di duca, poi di principe, nel potentato beneventano. Le vicende politiche interne al ducato tra VIII e IX secolo sembrerebbero così solo un caotico susseguirsi di nomi e alleanze tra potenti, senza un filo conduttore se non l’avidità di potere dell’aristocrazia longobarda.

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Langobardia minor

Il termine Langobardia minor indica le regioni dell’Italia meridionale controllate dai Longobardi, in antitesi alla definizione di Longobardia megale con cui gli scrittori bizantini del XII secolo si riferivano al più vasto regno longobardo con capitale Pavia. Appellativi differenti per indicare territori soggetti alla stessa dominazione longobarda in due distinte zone della penisola, le cui vicende politiche si svolsero in maniera autonoma l’una dall’altra. Infatti il Ducato di Benevento, comprendente tutti i territori controllati dai Longobardi meridionali, presentò sin dai primi anni di vita una spiccata autonomia mantenendola dopo il 774, data della conquista franca del Regnum Langobardorum.