L’espressione “biblioteca digitale” e la ricerca di una sua definizione è in relazione agli ambiti di interesse in cui viene applicata, ad esempio per gli informatici la biblioteca digitale è un insieme di file oppure sono i software dedicati al loro recupero, per politici e imprenditori il mercato della comunicazione e informazione mondiale. Per i bibliotecari la biblioteca digitale rappresenta la biblioteca del futuro, custode e creatrice di collezioni di documenti immateriali accessibili da qualunque luogo e immediatamente disponibili.[1]

La mancanza di una definizione univoca rispecchia la varietà di progetti e applicazioni e la stessa letteratura di riferimento per il settore biblioteconomico spesso usa come sinonimi di biblioteca digitale formule come “biblioteca elettronica” e “biblioteca virtuale”.[2] In realtà è più corretto intendere la biblioteca elettronica come una biblioteca automatizzata che usa ogni tipo di strumentazione elettronica per il suo funzionamento, quindi il termine elettronico è riferito alla strumentazione necessaria alla lettura dei dati e non ai dati stessi. Quando fonti informative elettroniche e su carta sono parte di uno stesso contesto si parla di biblioteca ibrida o biblioteca multimediale, ad indicare l’integrazione di diverse tecnologie. La biblioteca virtuale, invece, è per il suo stesso inventore, Tim Berners Lee che lo utilizzò per il sito di cui è autore, una collezione di documenti tematici realizzati da migliaia di autori in pagine web e banche dati collegati tra loro.[3] Con il termine “virtuale” si indica quindi la biblioteca che non c’è o una collezione di documenti esterna alla biblioteca o ancora una biblioteca dove l’aggettivo virtuale indica la simulazione tridimensionale di scaffali e personale. Con virtuale si intende quindi l’immaterialità della biblioteca come collezione di libri fisicamente dislocati altrove, come può essere una bibliografia, collezione astratta di documenti, o l’illimitata disponibilità del docuverso attraverso un unico spazio, come l’utopico progetto di Theodor Holm Nelson, Xanadu. [4]

Se per definizione di biblioteca digitale si considera quella data al workshop di Santa Fe nel 1997: “…uno spazio in cui mettere insieme collezione, servizi e persone a supporto dell’intero ciclo di vita della creazione, uso, preservazione di dati, informazioni e conoscenza”[5] si può individuare la biblioteca digitale all’interno del web, come uno spazio ordinato con servizi innovativi, accessibile al suo utente remoto che diviene così l’attore principale del sistema informativo, in grado di modificare, tagliare e accorpare oggetti della collezione digitale, la cui prima caratteristica è l’interoperabilità, e la creazione di nuovi strumenti di conoscenza. [6] L’espressione “biblioteca digitale” indica uno spazio informativo contenente risorse digitali di tipo bibliografico, acquisite o prodotte dalla biblioteca, controllate e valutate da personale specializzato e accessibili attraverso indici e classificazioni, in grado di offrire servizi tradizionali e innovativi ad utenti remoti aderenti al profilo intorno al quale è stata costruita la biblioteca.[7]Quindi una biblioteca, che risponde ad esigenze di una specifica utenza della quale conosce interessi ed esigenze, in base alle quali redige la propria mission per individuare obiettivi e scopi intorno ai cui costruire l’intera architettura digitale.

Funzioni ed elementi caratterizzanti la biblioteca digitale

Le funzioni caratterizzanti la biblioteca digitale sono state identificate in ambito bibliotecario attraverso la definizione data dalla Digital Libraries Federation: “…organizzazioni che forniscono le risorse compreso il personale specializzato, per selezionare, organizzare, dare l’accesso intellettuale, interpretare, distribuire, preservare l’integrità e assicurare la persistenza nel tempo delle collezioni digitali così che queste possano essere accessibili prontamente ed economicamente per una comunità definita o per un insieme di comunità”[8].

Partendo da tale definizione, i principali elementi che caratterizzano una biblioteca digitale sono:

  • la collezione digitale, definita per specializzazione disciplinare e indicizzata attraverso metadata per l’accesso alla collezione permanente e alla collezione “esterna”, intesa come biblioteca distribuita su altri siti di biblioteche o di produttori, distributori, fornitori di informazione.
  • l’accesso remoto deve garantire il recupero efficace del documento cercato e l’estensione della ricerca ai documenti collegati grazie a schemi organizzativi, sistemi di ricerca e di identificazione e sistemi di navigazione tra i documenti, forniti da personale specializzato, in grado di estendere le conoscenze biblioteconomiche applicate alla biblioteca tradizionale in ambito digitale e di avviare servizi innovativi.
  • la comunità o le comunità di utenti, in quanto la biblioteca digitale è un’organizzazione di servizio finalizzata ad utenti specifici o a specifiche comunità i cui bisogni determinano la realizzazione delle collezioni e la scelta delle tecnologie necessarie.

Inoltre, per il buon funzionamento della biblioteca digitale sono elementi importanti la gestione del diritto d’autore e l’interoperabilità di sistemi diversi, tramite standard comuni orientati all’interscambiabilità dei dati.[9]

 


[1] Ridi, [2004], p. 1; Tedd-Large, [2005], p. 16-21.

[2] Per alcune definizioni di biblioteca digitale: Schwartz, [1999]; Arms, [2000]; Tedd-Large, [2005].

[3] The WWW Virtual Library, [1991-2005].
[4] Metitieri-Ridi, [2002], p. 49-51.
[5] Salarelli-Tammaro, [2000], p. 107-108.

[6] Salarelli-Tammaro, [2000], p. 108-110.

[7] Ridi, [2004], p. 2.

[8] Digital Libraries Federation, [1998].

[9] Salarelli-Tammaro, [2000], p. 109-113.

A proposito dell'autore

Stefania Manni è ideatore e curatore del progetto Storia Digitale | Contenuti online per la Storia. Laureata in Storia e in Archivistica e biblioteconomia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, lavora in una biblioteca accademica e per passione si occupa di selezione di risorse web per la Storia e di progetti per promuovere la conoscenza storica attraverso le nuove tecnologie.

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